Fallaci le giornate che cominciano bene, ci ingannano.
L'attesa che la giornata continui ad essere come è cominciata la trasforma inevitabilmente in una delusione.
Irritanti le giornate che cominciano male. Così irritanti che senza che ce ne accorgiamo tutto va al suo posto, almeno temporaneamente.
Ieri era cominciata bene, la giornata. Le aspettative erano troppo alte. D'altronde, perché mai i momenti di una giornata dovrebbero essere tutti uguali? Il tempo è in continuo mutamento. È sempre stato così, eppure me ne accorgo solo ora.
Il brutto di crescere: si realizzano le cose più banali, non ci sono più illusioni. Le illusioni naturali, quelle d'istinto, si dissolvono. Nuove illusioni me le creo, piuttosto. Non è una cosa malvagia, anzi. Spesso penso che mi piaccia costruire i miei viaggi mentali, in attesa del mutamento del momento.
Forse, però, finché continuo solo a immaginare, la realtà si fa sempre più lontana. Forse è meglio così, forse è meglio che me la tenga lontana, la realtà.
La realtà potrebbe farci impazzire.
Forse tutte queste classificazioni, tutto questo "parlare", sono inutili: razionalizzare troppo qualsiasi cosa toglie fascino al momento. Toglie fascino all'improvvisazione.
Beato l'istinto che si nasconde tranquillo dentro ognuno di noi.
Adoro farmi i viaggi mentali. Adoro parlare dei massimi sistemi.
Sono banale? Almeno lo ammetto.
A vent'anni mi trovo in un periodo della vita in cui inevitabilmente do spazio più alla realtà che all'immaginazione: l'università, lo studio, la carriera. Forse questo mio essere immerso nella realtà mi rende indispensabile divagare nell'immaginazione.
E ciò è la dimostrazione che il verbo "immaginare" è intimamente collegato, se non complementare, al verbo "razionalizzare".
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