Beh, innanzitutto qualcuno saprà che se leggo un libro su Bologna, un motivo ci sarà. E c'è. Ma questa è una piccola parentesi, durata così poco che già dopo un giorno si dissolve come un bel ricordo... anche se sono certo che certi ricordi prima o poi torneranno a vivere.
Oggi, dopo una svasata chitarra elettrica (io) - tastiera (Nicola) - voci baritonali (io e Nicola), sono tornato a casa e sono andato, senza troppa ansia, su lettere.unipd.it. I voti dell'esame di geografia erano usciti, e ho ufficialmente capito che potrò fare la mia nuova facoltà senza nessun tipo di problema. 29. A giurisprudenza me lo sognavo un voto così, dopo uno studio distratto di dieci giorni. D'altronde con lettere non avrò nemmeno l'illusione di avere un lavoro, dopo la laurea. Con giurisprudenza il problema non era questo. Ma era ben peggiore.
Padova è piccola, gli universitari padovani gira e rigira frequentano sempre gli stessi posti... ed è chiaro che la incontro quasi quotidianamente, la ex. Almeno negli ultimi due giorni siamo tornati ad avere un rapporto apparentemente normale. Si scherzava e si rideva, io la credo cambiata ma forse è sempre la stessa... o forse è davvero una frustrata che vuole un passaggio in macchina?
Nel frattempo sempre più amici leggono il mio umile romanzo, e io nel weekend mi barrico a casa dei fedelissimi amici Sergio e Maria per meditare e riflettere sull'umile romanzo medesimo, e magari cominciare a riscriverlo. Ché l'editore della Voras mi ha chiesto di fare ciò, e a ben ascoltarlo non ha tutti i torti. Perché non se ne parla, che io me lo faccia pubblicare da Il Filo a tremila euro, assolutamente no e no.
E' o non è questa la vita di un ventunenne in bilico?
Nessun commento:
Posta un commento