Nei giorni in cui il nostro compatito premier è in ospedale perché ha il setto nasale e due denti rotti e le luci artificiali del solito finto Natale ci annebbiano ancora di più la visuale di quanto normalmente già ce l'abbiamo annebbiata, io provo a togliermi 'sto paraocchi di dosso.
Nei giorni passati i più ammirevoli professionisti qualificati dell'onorevole Provincia di Padova mi hanno annunciato che ho un muro di fronte a me, anzi non che ce l'abbia, ma che io vedo soltanto quello. Perché, mi dicono, è necessario che io pensi al mio futuro attraverso l'università, perché è normale che io faccia quello, se ho le capacità intellettive. Pensa a chi ha fatto le professionali, mi dicono, non hanno la tua stessa fortuna! Eh no, però hanno la fortuna di avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato già adesso, e uno stipendio davvero onorevole, magari. Ma io davanti a me vedo solo un futuro fatto di sbronze in piazza e sei spritz a sera, lavori precari una volta finita l'università, diagnosi di depressioni croniche già a ventitré anni. Ecco, è questo che non voglio. Ci vuole molto a capirlo? Ci vuole molto a capire che buttarsi via a fare l'università come dei pecoroni non ti porta da nessuna parte? E' come andare a messa, tutti ci vanno perché la maggioranza ci va, in questo l'italiano è proprio cattolico, cazzo, ha ragione De Carlo a dirlo. Ed era il 1989, quando De Carlo lo diceva. Ora sono passati più di vent'anni, che cazzo. E in questi vent'anni io sono nato e cresciuto, mi son visto passare due decadi davanti senza che le capissi affatto, ora che sto cominciando a capirci qualcosa realizzo quanto mi hanno fatto credere di vivere in una favola, in un'illusione mascherata da potenziale realtà, e insomma è stato uno shock a suo tempo scoprire che non diventerò il più figo della terra come sarebbe dovuto diventare chiunque di noi, ma ormai me ne sono reso conto: mi accontento di stare bene con me stesso, perché non ne vale la pena provare a diventare dio se il cammino per diventarlo è la depressione cronica.
Sarò eretico, verrò arso vivo, ma almeno sarò stato bene.
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