mercoledì 30 dicembre 2009

Grigio o verde?

Se uno abita a Padova deve rassegnarsi: ogni due giorni di sereno ci sono cinque giorni di grigio, nuvolo e pioggia. Se uno che abita a Padova è un minimo metereopata, la sua psicologia ne accusa parecchio. Sommerso dal grigio del meteo e del provincialismo di questa cittadina bigotta, gli stimoli sono nulli. Per uno che viene dalla provincia, la città è vista come il sogno, l'oasi felice in cui tutto gira in modo più vitale, gli affari non sono mai in crisi, gli universitari danno luce alla città. Ma qualcuno si è mai guardato intorno, e gli è venuto il sospetto che è solo un'illusione? Che andando venti chilometri più a sud ci sono dei paesaggi verdi, davvero luminosi, ed armoniosi? Che andando dieci chilometri più a est ci sono le ville venete, c'è la storia di queste zone? Che andando quindici chilometri più a nord ci sono persone che ancora credono nei valori sani e semplici della campagna, della famiglia, del lavoro?
No, perché venendo da quelle zone ti insegnano che è la città quella dove c'è futuro. Ci sono solo Prato della Valle, Piazza dei Signori, e il Bo'. E perché uno dovrebbe volere dell'altro? In città c'è tutto! Sta proprio in questo il provincialismo veneto, il provincialismo tipicamente italiano: non ci si sposta mai dal proprio nido, non si mette mai il naso due metri più in là, potrebbe essere pericoloso. Il fatto è che abbiamo paura di avventurarci, abbiamo timore della vita stessa. Spesso mi chiedono cosa voglio dalla vita. Io rispondo sempre: io dalla vita non voglio che la vita stessa. E una vita in mezzo a palazzoni grigi e gente con la mentalità bigotta non è vita.
Voglio il verde dei Colli.

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