martedì 30 marzo 2010

Cosa ho fatto mentre compivo ventidue anni.

Ho quasi squarciato un rapporto di lavoro, amicizia e amore.
Mi sono innamorato.
Ho capito che l'amore è un arco poco dilatato, una passione troppo sfuggevole.
Ho capito che la mia concezione di amore non ha dato da amare al mio cuore, ma a quello di altri.
Ho quasi perso un amico speciale, che per fortuna ho ritrovato.
Ho assistito a un trentacinque per cento della Lega Nord nella mia regione.
Ho assistito alla consacrazione elettorale del fatto che l'Italia è un paese rovinato.
Ho cominciato a mettere via i soldi per un biglietto d'aereo oltre oceano.
Ho letto il quattordicesimo, e ultimo della sua bibliografia, libro di Andrea De Carlo.
Mi sono svegliato ogni giorno con l'angoscia, e subito ogni giorno scappavo in scooter o in macchina sui colli euganei.
Ho cominciato a fotografare con una Canon AE-1 degli anni ottanta che mio padre aveva lasciato ad impolverare in ripostiglio.
Non ho goduto nemmeno di un giorno di sole, forse perché non ce n'è stato neanche uno.
Ho deciso di lasciare definitivamente l'università.
Ho imparato a fare la pizza e a gestire una pizzeria per asporto.
Ho ricominciato ad ascoltare i Coldplay.
Ho ricevuto in regalo il biglietto dei Pearl Jam per il 6 luglio a Mestre.
Ho rischiato di perdere tutto quello che avevo: prospettive future di una vita sana e stabile, sentimenti che mi facevano stare bene, momenti piacevoli di vita quotidiana con due amici.
Ma ho capito che, e in questo non mi sono mai sbagliato, è sempre meglio esprimere i propri punti di vista ed il proprio intuito, ed essere sinceri con le persone che ti sono accanto.
Ho visto vecchi amici che, pur di non farmi gli auguri di compleanno, si nascondevano dietro le colonne dei portici padovani.
Ho visto il mio vecchio migliore amico, un tempo una persona vitale e spigliata, avere come unico picco di vita il fatto di andare a comprarsi dei calzini per staccare da un pomeriggio di studio.
Ho visto attorno a me solo frustrazione e emotività mascherate.
Ho capito che ho ventidue anni, e che i miei ventidue anni non centrano niente con le altre persone che in questo momento hanno ventidue anni.
Ho capito che ho ventidue anni, e che adesso sono pronto per cominciare a vivere davvero.

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